Pienone a San Martino per la due giorni del convegno nazionale con delegazioni da tutt’Italia. Presentati il Manifesto programmatico e il tavolo di co-progettazione
Un bilancio che va ben oltre le più rosee aspettative, suggellato da una partecipazione di pubblico straordinaria e da un parterre di relatori e istituzioni di caratura nazionale. Si è conclusa con un vero e proprio trionfo la seconda edizione del convegno nazionale “Città Ideali”, tenutasi venerdì e sabato presso il Balletti Park Hotel di San Martino al Cimino. L’evento, promosso da Human Connection APS — in partenariato con il Comune di Viterbo e realizzato grazie al contributo del ministero della Cultura e della Regione Lazio — non è stato solo un momento di profonda riflessione filosofica, urbanistica e sociale, ma ha rappresentato il vero e proprio battesimo operativo di un progetto ambizioso: la nascita ufficiale di un network che respira e cresce attraverso l’Italia, creando connessioni umane, amministrative e culturali sempre più solide. A tirare le somme di un appuntamento destinato a lasciare il segno è Giulia Marchetti, presidente di Human Connection APS e una delle anime dell’intero progetto: «Con la due giorni di convegno sulle Città Ideali abbiamo scritto la storia — ha detto — Quello che era partito come un sogno condiviso si è trasformato davanti ai nostri occhi in una rete solida e concreta, capace di unire territori lontani ma accomunati dalla stessa straordinaria visione di futuro, di bellezza e di benessere comunitario». Il momento culminante della manifestazione è stato lo svelamento del Manifesto programmatico e il tavolo di co-progettazione che ha unito le amministrazioni, trasformando i principi in impegni concreti. Tra i Comuni che hanno partecipato, ci sono Sabbioneta (Mantova), Tresignana-Tresigallo (Ferrara), Pienza (Siena) e Sabaudia (Latina) e poi Capriate San Gervasio-Crespi d’Adda (Bergamo) e Palmanova (Udine). Realtà diverse — dai borghi rinascimentali alle utopie operaie e razionaliste del Novecento che da oggi costituiscono la spina dorsale della nascente “Rete delle Città Ideali”.
La due giorni di San Marti- no ha offerto spunti di inestimabile valore per il territorio e per il Paese: dal monito del vescovo Orazio Francesco Piazza sulla necessità di abbandonare le logiche speculative per tornare a costruire una “dignità vivibile”, fino alle pragmatiche riflessioni amministrative sulla rigenerazione urbana e sul rispetto del Genius Loci, esplorate nei panel accademici e istituzionali.
Fonte: La Provincia Viterbo



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